Carcere di Opera, 15 contagi e rappresaglie della polizia

Nel pomeriggio del 28 marzo un gruppo di solidali, nonostante il controllo che serpeggia per le strade della città, ha raggiunto le mura del carcere di Opera. I solidali sono riusciti a scambiare due parole con i detenuti, che riferiscono di non avere cibo, di non avere la televisione e la radio e che quindici reclusi sono infetti. Dicono inoltre che non ci sono stati trasferimenti. Sono settimane che i reclusi riferiscono la mancanza di cibo, un gesto di rappresaglia delle guardie e dell’amministrazione compiuto a seguito della rivolta.